L'universo contiene una grande quantità di energia e materia non direttamente osservabile (ovvero che non emette radiazione elettromagnetica) ma che fa sentire la sua influenza attraverso l'interazione gravitazionale. Si sa con buona precisione che questa componente oscura deve essere ben il 96% del contenuto complessivo del cosmo, ma non si sa ancora quasi niente della sua reale natura. La parte di universo che conosciamo meglio, perché è fatta di atomi come noi, è solo il 4% del totale.
Attualmente, l'ipotesi standard in cosmologia è che la parte "invisibile" dell'universo sia, a sua volta, di almeno due tipi. Un tipo abbastanza simile alla materia ordinaria, se non per il fatto che non è composta di atomi ma di qualche particella ancora sconosciuta, più pesante dei protoni e dei neutroni, e che non interagisce con il resto della materia, se non attraverso la forza di gravità. Questa è quella che i fisici e i cosmologi chiamano comunemente "materia oscura". L'esistenza di questo tipo di materia è necessaria per spiegare una serie di osservazioni cosmologiche, essenzialmente legate alla formazione di strutture nell'universo. C'è poi un altro tipo di componente oscura, la cui esistenza è stata ipotizzata per la prima volta da Einstein nel 1917, ma che è stata introdotta nei modelli cosmologici solo di recente per spiegare il fatto che l'universo sta accelerando la sua espansione. E' quella che viene chiamata "energia oscura": una "sostanza" che, contrariamente a qualsiasi tipo di materia o energia nota, produce una specie di forza di gravità repulsiva. Il rapporto tra la quantità di materia e di energia oscura nell'universo sembra essere all'incirca di 1 a 3, ma non c'è una teoria fisica fondamentale che riesca a interpretare questo dato osservativo.
Nel nostro lavoro, ci siamo discostati un po' dal paradigma consueto, assumendo che invece esista un solo tipo di componente oscura, che spieghi l'accelerazione attuale dell'universo ma si comporti anche in maniera simile alla materia. La chiave sta nel fatto che la materia oscura e l'energia oscura agiscono in fasi diverse dell'evoluzione cosmica: la formazione delle strutture, guidata dall'attrazione gravitazionale della materia, avviene prima, e successivamente subentra l'effetto repulsivo dell'energia che fa accelerare l'espansione. Quindi, si può immaginare che esista un unico fluido con un tipo di evoluzione tale da farlo sembrare, in epoche diverse, materia oscura o energia repulsiva. Abbiamo provato a vedere come si confrontano le previsioni di questo modello con una serie di osservazioni cosmologiche, e abbiamo trovato che l'accordo è piuttosto buono, anche migliore di quello del modello standard (in cui ci sono due diverse componenti oscure). Ovviamente, ora dobbiamo continuare lo studio in modo più dettagliato, quindi il lavoro nei prossimi mesi non mancherà! cosmologia, energia oscura, fisica, materia oscura

3 commenti:
Se non è troppo disturbo, vorrei farle alcune domande anche a proposito di questo.
(e chi ha detto che i blog tenuti dagli scienziati non sono utili?
imho, più ce ne sono, meglio è!)
una prima domanda (ho appena letto il suo articolo, ma l'ora è tarda e domani magari me ne vengono altre di più intelligenti):
l'energia oscura fa sentire il proprio effetto in epoca recente, ipotizzando che non sia lo stesso campo dell'inflazione.
la materia oscura, invece, sia in epoca remota (ad esempio oscillazioni acustiche su scale minori dell'orizzonte alla ricombinazione; picchi acustici per l>>1 nello spettro del CMB), sia in epoca recente (curve di rotazione delle galassie); almeno così mi pare.
Quindi, mi chiedo: il fluido "alpha" ipotizzato nell'articolo si comporterebbe ora sia come energia che come materia oscura?
nel post lei scrive:
"Quindi, si può immaginare che esista un unico fluido con un tipo di evoluzione tale da farlo sembrare, in epoche diverse, materia oscura o energia repulsiva."
Io immaginavo che l'unico componente oscuro in questo caso fosse alternativamente o materia o energia oscura.
inoltre, lei ha detto nell'altra discussione che si presume che la dark energy debba essere piuttosto uniforme su scale minori dell'orizzonte. e quindi come potrebbe anche clusterare in particelle di dark matter?
La ringrazio
Non bisogna fare confusione tra l'evoluzione del background (cioè l'effetto sull'espansione dell'universo) e delle perturbazioni (l'effetto sulla formazione di strutture). Per quanto riguarda la prima, il contributo della materia oscura domina a tempi precedenti, quello dell'energia oscura subentra dopo. Per quanto invece riguarda le perturbazioni, entra in gioco la velocità del suono del fluido. Questo aspetto non lo abbiamo ancora affrontato nell'articolo, che per ora si occupa soltanto dell'effetto sull'espansione dell'universo.
Ah. non sapevo che fossero due effetti disgiunti. la ringrazio.
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