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5 dicembre 2006

Men on the Moon (again)


Ieri, la NASA ha annunciato i suoi piani per mandare di nuovo uomini sulla Luna e stabilire una presenza permanente sul satellite. L'idea è quella di mandare equipaggi umani per periodi di diversi giorni a partire dal 2020 e stabilire una base alimentata dall'energia solare nei pressi di uno dei poli (che ricevono un'alta percentuale di illuminazione e sono ricchi di idrogeno e - forse - acqua). La base verrà quindi usata per permanenze di lungo periodo (molti mesi) a scopo scientifico e in preparazione della missione con equipaggio umano verso Marte. Il tutto richiederà il completamento dei razzi Ares e del modulo Orion che saranno le versioni moderne rispettivamente dei razzi Saturno e dei moduli Apollo usati nelle leggendarie missioni degli anni sessanta e settanta (lo Space Shuttle, comunque inutile in questo tipo di missione, andrà in pensione nel 2010). Tutto molto eccitante, per chi è cresciuto pensando che nel ventunesimo secolo lo spazio sarebbe stato una seconda casa per il genere umano. La NASA ce la mette tutta per accendere gli entusiasmi del pubblico che dovrà, in ultima analisi, finanziare con le sue tasse un'impresa di questo tipo. Alla domanda "Perché la Luna" risponde: "Perché il genere umano esplora". Ma c'è anche chi è preoccupato che questo tipo di progetti finiranno per sottrarre risorse già limitate a missioni spaziali meno appariscenti ma fondamentali dal punto di vista scientifico.
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